Proseguono al vivaio gli incontri formativi per imparare e mettere in pratica buone prassi da adottare in ambito agronomico.
Il quarto corso gratuito organizzato sul territorio dall’Unione Comuni Garfagnana, insieme all’Associazione Nazionale “Città del Castagno”, si terrà sabato 11 aprile presso il Centro per la valorizzazione della biodiversità vegetale di Camporgiano. Una passeggiata etnobotanica con l’esperto Ivo Poli mirata al riconoscimento di erbe e piante spontanee alimentari e usanze nella medicina popolare.
Il termine etnobotanica è riferito alla disciplina afferente alle scienze botaniche applicate, che si occupa di censire e studiare le tradizioni popolari legate alle erbe e piante. Le erbe e piante, specialmente nella società rurale, hanno sempre svolto un ruolo chiave, trovando applicazione in diversi settori: medicinale, veterinario, alimentare, artigianale, fino ad arrivare a impieghi minori come quello ornamentale, cosmetico, ludico, voluttuario e magico-religioso. Oltre alla documentazione degli usi, l’etnobotanica moderna mira alla conservazione della biodiversità e alla salvaguardia dei saperi tradizionali a rischio di scomparsa.
Esiste poi la fitoalimurgia che rappresenta la conoscenza dell’uso delle specie vegetali, soprattutto erbe spontanee, a scopo alimentare: ricerca sulle tradizioni, usi e consumi delle erbe e piante spontanee del territorio. Nel recente passato era consuetudine di molte persone, in particolare nei ceti meno abbienti, andare a raccogliere erbe, le quali hanno costituito una risorsa alimentare di primaria importanza. L’utilizzo di queste specie è stato tramandato di generazione in generazione affinandosi e arricchendosi di sempre nuove conoscenze; solo nei tempi moderni, l’impiego di questo tipo di piante è andato via via riducendosi alle varietà sempre più comode e convenienti, facendo perdere gradualmente memoria delle virtù delle altre piante nella conoscenza popolare. Le piante alimentari spontanee, infatti, racchiudono in se, oltre al potere nutritivo, innumerevoli principi attivi che molte delle loro varietà oggi coltivate hanno perso, o ne contengono in quantità molto limitate.
“Oggi c’è un ritorno all’uso in cucina di erbe selvatiche commestibili – spiega Ivo Poli -. Queste erbe, che le nostre nonne conoscevano bene, sono ricche di vitamine, minerali e antiossidanti. Hanno proprietà nutraceutiche che possono apportare benefici per la salute. È importante saperle riconoscere, perché una grande quantità di specie sono tossiche o velenose. Esistono infatti due termini che hanno un significato ben diverso in tossicologia: velenosa è una sostanza che ingerita, inalata, iniettata, applicata topicamente o assorbita da un essere vivente può ucciderlo; tossica è invece una sostanza come un veleno o una tossina che manifesta sintomi e danni nell’organismo a vari livelli (tossicità cronica, acuta, subacuta) a seconda della dose in cui viene assunta accidentalmente o volontariamente”.
Il ritrovo è fissato alle ore 9 presso il Centro. La passeggiata terminerà alle ore 12.30. I posti disponibili sono 30. Per iscrizioni è possibile contattare il numero: 333-3119780.
“Questo corso fa parte di un ciclo di nove appuntamenti – dichiara la Presidente dell’Unione Comuni Garfagnana Raffaella Mariani – presso il nostro vivaio, rivolti sia ad hobbisti che professionisti. Essi rientrano anche nell’ambito delle attività di divulgazione previste dal progetto transfrontaliero “Castour” che vede l’Unione Comuni Garfagnana partner della Provincia di Lucca per azioni di promozione del territorio e degli itinerari legati alla castagna”.